Non è una novità assoluta la presenza di strumenti di Intelligenza Artificiale all’interno delle piattaforme.
Microsoft sembra molto “sul pezzo” e in un articolo di qualche mese fa su Wired (link: https://www.wired.it/article/microsoft-mai-1-intelligenza-artificiale/) si parlava anche di “Mai-1“, nuovo modello di AI del colosso di Redmond.
Al di là della strategia della casa madre, sicuramente su Linkedin si stanno ampliano le opzioni e gli strumenti di ausilio all’utente, in particolare nelle attività di marketing e Advertsing.
Ma quali sono al momento le funzionalità AI utilizzabili facendo pubblicità su Linkedin?
Un breve elenco sintetico
- Content Generator : inserendo alcuni dettagli sulla campagne vengono prodotti suggerimenti di testo per gli annunci.
- Predictive Targeting: previsione su quali target (segmenti di pubblico) saranno più propensi al raggiugimento dell’obiettivo promozionale (interazione, clic, ecc.)
- Performance Analytics Dashboard: oltre ad analizzare le campagne pubblicitarie in tempo reale fornisce indicazioni per l’ottimizzazione
- DCO (Dynamic Creative Optimization: per ottimizzare automaticamente gli elementi creativi degli annunci (immagini, testi) e anche marketing (Call To Action) analizzando le reazioni (quai in tempo reale) degli utenti
- Voice to Text Ad Creator: partendo da una registrazione vocale la trasforma in un testo pubblicitario
Ma quali sono i principali vantaggi nell’utilizzo di questi strumenti di Intelligenza Artificiale?
- Miglioramento delle Performance nelle campagne (ROI, ROAS, ecc.) con ottimizzazione del budget
- Risparmio di tempo nella creazione di contenuti
- Velocità ed efficenza nella decisioni da prendere (anche nei test A/B)
Tempi duri per i marketer che rischiano di essere sostituiti dalla Intelligenza Artificiale?
Personalmente credo proprio di no perchè tutti questi strumenti possono essere di supporto e di aiuto ma ancora la coerenza e l’organizzazione strategica non possono non passare per un professionista competente.
Non è una partita a scacchi tra l’uomo ed il computer ma può essere una valida collaborazione.
Sicuramente non si può mettere la testa sotto la sabbia ma nemmeno prepararsi rassegnati alla sostituzione dell’intelligenza e delle competenze umane con l’intelligenza artificiale.


