Linkedin sempre più attento alla sicurezza e alla quantità dei contenuti?

Ormai sono settimane, se non mesi, che spuntano costantemente post in cui gli utenti si lamentano della qualità dei contenuti su Linkedin.

Ma Linkedin cosa sta facendo concretamente per rispondere a questa “critica”, che può riservare anche aspetti costruttivi, in quanto sono gli utenti che chiedono maggiore qualità.

Linkedin non può certo stabilire di cosa parlare e di cosa non parlare sulla propria piattaforma….ma può mettere dei controlli per migliorare almeno la sicurezza dei contenuti.

Si parte dal mondo del lavoro dove ogni azienda che pubblica un annuncio dovrà avere un indirizzo ufficiale valido e una e-mail associata (cosa che mi sembra talmente ovvia che non capisco perchè pubblicizzarla).

Si procede con i messaggi dove il sistema dovrebbe segnalare la presenza di “messaggi potenzialmente fraudolenti”. Ma come verrà stabilito cosa rende un messaggio potenzialmente fraudolento?

Perchè è su questo punto che andrà capita la logica dell’algoritmo.

Pare che se un messaggio abbia un contenuto che invita a portare la conversazione su un’altra piattaforma verrà considerato come “potenzialmente fraudolento”?

Quindi se dobbiamo fare una conference call io non posso inviare il link di Google Meet al mio interlocutore tramite messaggio Linkedin senza diventare “pericoloso”? Attendo di capire come funzionerà sperando di non essere “segnalato”…..

Il dato che mi interessa particolarmente sono i 58 milioni di account bloccati perchè identificati come falsi profili, in alcuni casi con foto generate dall’intelligenza artificiale.

58 milioni di profili fake in 6 mesi rispetto ai 22 del periodo precedente.

Sarebbe interessante capire il meccanismo di “verifica” di questi account “fake” (o presunti tali) perchè l’esperienza con il sistema anti-truffa di Meta (Facebook e Instagram) ha portato alla chiusura profili assolutamente legali, reali e senza apparente motivo.

L’ultimo che ho incrociato è quello di una profumeria (con due punti vendita e relativi account) che si è vista cancellare, senza possibilità di appello, un profilo instagram in quanto sospettato di proporre prodotti falsi che violavano le norme ed i diritti di marchi registrati.

Ovviamente cosa mai accaduta visto che si tratta di una attività seria che proponeva legittimamente profumi di marchi importanti, regolarmente venduti nella propria attività e acquistati secondo i canali legittimi.

Come dobbiamo prendere questa crescita di “problematica sicurezza” su Linkedin.

Qualcuno mi ha detto che se aumentano le possibili truffe su Linkedin significa che il canale è in crescita.

Sul momento questa considerazione mi ha lasciato un attimo interdetto ma in effetti potrebbe essere una corretta valutazione.

Quindi se Linkedin è in crescita, se le truffe su Linkedin sono in crescita, se Microsoft alza il livello di sicurezza, cerchiamo di fare anche noi la nostra parte cercando di utilizzarlo con attenzione.

Per approfondimenti segnalo questo link:

https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2023/05/23/linkedin-nuovo-sistema-di-verifica-per-annunci-di-lavoro_95787860-1eb6-4c2c-94f0-6778610127e7.html

 

icona newsletter

Iscriviti alla mia newsletter

Per ricevere aggiornamenti sui miei corsi ed eventi a cui partecipo, scoprire novità del web marketing o ascoltare mie interviste, o leggere qualche informazione sui libri che recensisco. Odio lo spam e cerco di attenermi ai principi del Manifesto Formark, per un marketing ed un webmarketing che veda persone e non consumatori, pubblico con cui parlare e non target a cui vendere.

Torna su