Un contenuto LinkedIn può essere considerato efficace quando produce un risultato coerente con la funzione per cui è stato creato.
Può essere efficace perché:
- raggiunge molte persone nuove;
- viene letto dal pubblico corretto;
- stimola una discussione competente;
- porta utenti qualificati sul profilo;
- genera nuovi follower pertinenti;
- viene salvato o condiviso;
- porta traffico verso una risorsa;
- avvia conversazioni;
- rafforza l’associazione tra autore e competenza;
- contribuisce, insieme agli altri contenuti, alla costruzione della reputazione.
Non tutte queste condizioni devono verificarsi contemporaneamente.
Il punto non è chiedere a ogni post di fare tutto. Il punto è sapere quale funzione deve svolgere e misurarla con gli indicatori adeguati.
Oltre le “vanity metrics”?
Like e visualizzazioni hanno un ruolo, ma rappresentano soltanto la parte più evidente della performance.
Dietro quei numeri occorre osservare:
- la qualità del pubblico;
- il livello delle interazioni;
- l’interesse generato verso il profilo;
- le azioni successive;
- la coerenza con il posizionamento;
- il contributo al percorso editoriale complessivo.
Il post con più impression non è necessariamente quello che ha prodotto più valore.
A volte il contenuto più efficace è quello che raggiunge meno persone, ma viene visto da quelle giuste.
È quello che non genera centinaia di reazioni, ma porta un potenziale cliente a visitare il profilo.
È quello che non produce una richiesta immediata, ma permette a qualcuno di ricordare con precisione una competenza quando nasce un bisogno.
Valutare un contenuto LinkedIn significa quindi andare oltre la superficie dei dati.
Non chiedersi soltanto quanto sia stato visto, ma da chi, con quale livello di interesse e con quali conseguenze.


